Programma di trattamento cognitivo comportamentale dell'obesità infantile

foto ricordo

L'esigenza di mettere a punto strategie più efficaci per la prevenzione ed il trattamento dell'obesità nel bambino sta configurandosi come uno degli aspetti più rilevanti della sanità a causa delle proporzioni epidemiche “esplosive” che il fenomeno sta assumendo anche nel nostro paese.
Circa il 30% dei bambini genovesi in età scolare risulta in sovrappeso ed il 14% circa obeso

A ciò fa fronte la mancanza di un modello di trattamento univoco soddisfacente di tale condizione, con elevate percentuali di insuccesso a lungo termine, nonostante i differenti tipi di approccio finora utilizzati.
Recenti sviluppi di ricerca fanno però ipotizzare che i programmi di terapia cognitivo-comportamentale-lifestyle, sviluppati soprattutto negli Stati Uniti nel corso degli ultimi 10-15 anni, possano costituire una modalità di intervento promettente, essendo gli unici ad aver fornito risultati incoraggianti a breve-medio termine.


Tali modelli di trattamento impiegano specifiche metodologie psicologiche che prevedono un approccio finalizzato allo sviluppo dell'autocontrollo mediante particolatr tecniche comportamentali quali rinforzo positivo, rinforzo sociale, contrattazione, interventi per il controllo degli stimoli e tecniche cognitive tra cui auto-istruzione, auto-osservazione e auto-monitoraggio, problem solving e ristrutturazione cognitiva.
In questo contesto assumono particolare importanza l'educazione alimentare e la promozione dell'attività motoria, inserita nei modelli di comportamento quotidiano personale, nel rispetto e valorizzazione del gioco libero

 

 

 

 

 

 

Tecniche cognitivo-comportamentali

La persona in sovrappeso deve imparare a gestire una difficile convivenza con il cibo per tutta la vita, a tal fine è importante sviluppare sin da bambini capacità di autocontrollo sul comportamento e sullo stile di vita. Nel programma a.a.a. la perdita di peso non è l'obiettivo primario, ma piuttosto la conseguenza di un cambiamento motivato e quindi definitivo nelle abitudini del bambino.
L'ambiente di riferimento, i genitori in primis, viene coinvolto in questo processo di cambiamento al fine di favorire un sistema di supporto sociale essenziale.
Focalizzare l'attenzione sui comportamenti positivi del bambino è un'ottima tecnica per aumentarli, per accrescere il livello di autoefficacia, migliorandone l'autostima.
E' altresì importante insegnare al bambino ad auto-monitorare il proprio comportamento alimentare e l'attività fisica svolta. Imparando ad osservare se stesso, il bambino sarà poi in grado di autogratificarsi per il raggiungimento delle mete anche minime.
E' quindi necessario ridefinire il significato di “successo” non inteso come perdita di chili, ma di messa in atto di comportamenti positivi finalizzati al cambiamento.
Attraverso il conseguimento di piccoli successi si offre al bambino una sempre maggiore capacità di autocontrollo, necessario nella difficile fase di mantenimento del peso in cui spessissimo si assiste ad un repentino recupero di chili.

 

 

 

 

 

 

 

 

Educazione alimentare

Mangiare in modo sano è un atto complesso. In effetti mangiamo non solo per nutrirci, ma anche per soddisfare il gusto, per comunicare, per stare con gli altri e con noi stessi. Pertanto, una alimentazione corretta è quella che rispetta le esigenze qualitative e quantitative dell'organismo, in piena armonia con la sfera psicologica e di relazione.
Ecco allora che il semplice riflettere sugli alimenti, sulle loro proprietà nutrizionali, sulla loro importanza per la crescita e per il benessere offre l'opportunità di attivare comportamenti positivi nei ragazzi che vanno al di là delle solite raccomandazioni “fa bene - fa male” alla salute.
Surante il programma a.a.a. i bambini vengono informati sulle regole base di una alimentazione corretta e sulla composizione calorica e nutrizionale dei cibi secondo lo schema del semaforo (cibi verdi, gialli e rossi) e della piramide alimentare. L'esercizio di acquisizione delle indicazioni viene svolto attraverso proposte di gioco.

 

 

 

 

 

Muoversi giocando

Nel programma a.a.a. è previsto anche un intervento funzionale-motorio. Generalmente il bambino obeso presenta alterazioni dell'assetto morfologico, della qualità della postura, della fluidità della motricità, dell'armonia del cammino, della funzione respiratoria, della stabilità dell'attitudine nei versanti comportamentali e relazionali con evidente detrimento della qualità di vita e delle sue dinamiche evolutive.
Il corpo costituisce il punto di partenza ed il mezzo di espressione preferenziale del bambino. Appunto dal corpo e dal movimento, che ne è primaria espressione, emerge il programma di lavoro con il bambino in eccesso ponderale utilizzando in modo integrato attività proprie dell'educazione neurofisiomotoria, respiratoria e psicomotoria.
Una serie di proposte di tipo ludico permette al bambino di raggiungere, attraverso un percorso a mediazione corporea, uno sviluppo globale il più armonico possibile per la relazione con l'ambiente. Il gioco rappresenta l'ingrediente indispensabile e lo strumento principale attraverso cui avviene la maturazione fisica e psicoaffettiva del bambino e dipende e varia a seconda della personalità di ognuno, dell'esperienze di successo e di insuccesso, delle stimolazioni e delle opportunità ambientali e della qualità e quantità dell'esercizio.
L'attività fisica condotta attraverso il gioco in movimento consente:
* la sperimentazione del successo nella capacità personale di risolvere autonomamente un problema.
* l'esperienza della sensazione di prestigio che emerge dal raggiungimento di un obiettivo senza esasperazione della competitività, sotto lo sguardo degli altri
* la capacità di conoscere e valutare i propri limiti e potenzialità nell'espressione, nell'adattamento e nella relazione
* l'apprendimento dei “meccanismi sociali attraverso i principi, le regole, l'abilità di scelta, nel rispetto dei ritmi della comunicazione e nella sperimentazione di situazioni e ruoli differenti
* l'espressione personale libera.
Da questa esperienza conseguono:
ll rafforzamento dell'autostima e dell'autocontrollo, l'aumento della soglia alla frustrazione, il raggiungimento della motivazione che libera la comunicazione e la socializzazione.
Ciò consente una nuova propositività al bambino che, nell'equilibrio psicofisico, si riconosce autore, regista e protagonista della conquista di una nuova forma fisica ottenuta coscientemente e liberamente grazie alla scelta e all'impegno personale.

 

 

 

 

 

 

 

 

Info

Il programma “A.A.A.: MI PIACE PIACERMI" per il trattamento cognitivo-comportamentale di bambini affetti da obesità semplice prevede incontri di gruppo ed individuali con coinvolgimento dei genitori.
Le dinamiche di gruppo favoriscono le capacità imitative, l'assunzione di modelli positivi, il reciproco aiuto, l'acquisizione di maggior consapevolezza.
Particolarmente importante, anche per i risultati attesi che sembrano configurarsi come molto positivi a lungo termine è la possibilità di realizzare il programma mediante un' esperienza di campo estivo

 

Articolazione del programma:
- visita auxologica e pediatrica ambulatoriale iniziale ed eventuali esami in day hospital
- valutazione delle abitudini alimentari e nutrizionali
- valutazione psicologica motivazionale
- valutazione fisiatrica e psicomotoria
- "stipula del contratto": per favorire un corretto stile di vita vengono usati rinforzi simbolici "gettoni" cumulabili per raggiungere premi finali scelti dai bambini
- 8 incontri settimanali di gruppo pomeridiani guidati dall'intera équipe (5-6 bambini di età simile accompagnati da uno o da entrambi i genitori) durante i quali il bambino svolge da protagonista attività che favoriscono la conoscenza e la valorizzazione di sé, l'autocontrollo, la comunicazione, la coscienza delle emozioni.

Esempi di proposte: gita al supermercato, percorso verde, fruit park, festa con il frigorifero, il ristorante della piramide, in cucina a fare il cuoco, alla ricerca del "vero" tesoro dei pirati sul vecchio galeone, etc.

Il bambino ed i genitori ricevono un LIBRO DELLE ABITUDINI.



 

 

 

 

 

 

 

A.A.A. : mi piace piacermi

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